5° REGGIMENTO AVES "RIGEL"

RIGEL – La stella guida del 5° Reggimento AVES

 

“RIGEL” è una stella primaria della costellazione di Orione, forse la più importante e conosciuta costellazione del cielo, visibile dalla maggior parte del mondo. Pur essendo distante da noi circa 900 anni luce, “RIGEL” è 50.000 volte più grande del nostro sole, ed è tra le sette stelle maggiormente visibili nell’emisfero celeste. Nel 1976 l’Esercito Italiano indice una profonda ristrutturazione che coinvolge anche l’A.L.E. (Aviazione Leggera dell’Esercito), portandola alla costituzione di reparti di volo autonomi. A queste nuove Unità era necessario dare un nome e fu scelto di guardare al naturale elemento operativo e d’impiego, il cielo, ed in particolare il cielo di notte. Si decise, così, di dare il nome di stelle di primaria grandezza ai Raggruppamenti e quello di costellazioni e pianeti ai Gruppi di Volo. Per l’allora 5° Raggruppamento di Casarsa si scelse la stella “RIGEL”.

 

Cenni storici del 5° Reggimento AVES “RIGEL”

 

Il 5° Reggimento Aviazione dell’Esercito “RIGEL” affonda le proprie radici in un lontano passato, legato a luoghi e personaggi storici di grande rilievo. Tutto ebbe inizio quando il Regio Esercito, intuendo le straordinarie potenzialità offerte alle operazioni belliche dalla nuova invenzione dei fratelli Montgolfier, istituì nel 1884 il Servizio Aeronautico, costituendo i primi reparti posti alle dipendenze dell’Arma del Genio. Le origini del Reggimento sono indissolubilmente legate all’epopea dei dirigibili e, in particolare, al Cantiere Dirigibili costruito a Casarsa della Delizia. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il Ministero della Guerra – tramite la Direzione Generale dell’Aeronautica dell’Esercito – dispose la ricerca di una località nel Veneto Orientale dove realizzare un hangar semipermanente di tipo “Savigliano”, destinato al ricovero del Dirigibile M4, previsto per l’impiego sul fronte orientale. La ricerca si spostò presto in Friuli, dove venne individuato un terreno idoneo tra la ferrovia Venezia–Udine e la strada statale “Pontebbana”, nei pressi di Casarsa della Delizia (PN). Alla fine di ottobre 1915, il maestoso hangar metallico – lungo 100 metri, largo 45 e alto 38, con un peso superiore alle 1.200 tonnellate – era pronto ad accogliere un dirigibile e assunse la denominazione di Cantiere Dirigibili n. 3. Nel novembre successivo iniziò la costruzione di un secondo hangar, completato nell’aprile del 1916. Terminato il conflitto, l’aeroporto rimase presidiato dall’Esercito, ma gli hangar furono smantellati. La base di Casarsa – unico “aeroporto” rimasto alle dirette dipendenze della Forza Armata – restò inutilizzato fino al 1953, quando iniziarono i lavori di ricondizionamento del terreno, di rifacimento della pista per aerei leggeri e l’installazione di alcune aviorimesse metalliche. Il 6 luglio 1954 giunsero, dal vicino aeroporto di Campoformido (UD), le Sezioni Aerei Leggeri della Divisione “Ariete” e del 132° Reggimento Corazzato “Ariete”, con velivoli Piper L-18 e L-21B: l’aeroporto di Casarsa tornava così operativo. Un momento storico di particolare rilievo si ebbe il 7 novembre 1956, quando atterrarono a Casarsa, provenienti da Frosinone, i primi quattro elicotteri AB-47G2, destinati a equipaggiare il futuro Reparto Sperimentale Elicotteri. L’esito positivo della sperimentazione portò, il 1° luglio 1958, alla costituzione del 1° Reparto Elicotteri dell’Esercito Italiano. Il 5° Reggimento Aviazione dell’Esercito “RIGEL” nacque ufficialmente il 1° gennaio 1976 sull’aeroporto militare M.O.V.M. “Francesco Baracca” di Casarsa della Delizia (PN), come Raggruppamento dell’Aviazione Leggera dell’Esercito, dalla fusione di due reparti di volo:

  • il V REUG, Reparto Elicotteri ad Uso Generale, equipaggiato con elicotteri AB.204B e AB.205;
  • il V RAL, Reparto Aerei Leggeri, dotato di velivoli Cessna L-19, O-1E e AB.206, di stanza rispettivamente a Casarsa e Vittorio Veneto.

Nel corso degli anni, il Reggimento ha impiegato anche elicotteri A.109EOA e AB.412, consolidando la propria tradizione di eccellenza e professionalità nel campo dell’Aviazione dell’Esercito.

Dal 1998 il reggimento assume la seguente fisionomia organica:

  • Comando di Reggimento;
  • Gruppo Squadroni di Sostegno “LUPO”;
  • il 27° Gruppo Squadroni AVES “MERCURIO” con aeromobili UH-90A ETT (Elicottero da Trasporto Tattico);
  • il 49° Gruppo Squadroni AVES “CAPRICORNO” con aeromobili AH.129D “Mangusta” EES (Elicottero da Esplorazione e Scorta).

 La scelta del Motto del Reggimento, l’unico dell’Esercito in lingua Friulana, “IL MIO SPIRT ATÔR TI SVOLE” (Il mio spirito aleggia attorno a te) esprime, con una frase tratta dalla villotta friulana “Stelutis Alpinis” del poeta Arturo Zardini, il senso di appartenenza all’Aviazione dell’Esercito, la passione per il volo ed il legame con la terra che lo ospita.

Gli equipaggi del reggimento sono stati impiegati, portando la loro esperienza e capacità, in tutte le missioni internazionali alla quale la Forza Armata ha partecipato con assetti aeromobili. Iniziando nel lontano 1979 con la missione UNIFIL nei cieli di Libano tutt’ora in corso, per passare nei cieli della ex- Jugoslavia, Albania, Macedonia, Bosnia, Kosovo, Namibia, Somalia, Afghanistan, Mali e Iraq.

 

Pictures and report by Simone Ba and Paolo Zerlotto 

Stemma 49° Gruppo Squadroni AVES 'Capricorno'

 

Il 49° Gruppo Squadroni AVES “CAPRICORNO

L’acquisizione del nuovo elicottero da combattimento di concezione nazionale Agusta A.129 “Mangusta” da parte del 49° “Capricorno” inizia nel 1992 con la versione basica dell’aeromobile. L’elicottero fu sviluppato inizialmente con funzioni anticarro, armato con missili filoguidati TOW e razzi da 81mm ed ha avuto il suo battesimo del fuoco in Somalia durante l’operazione Restore Hope (1992-1994). Sempre nella versione anticarro, ma armato anche di mitragliatrici da 12,7 mm installate in appositi POD sub-alari, ha partecipato alle operazioni in Albania nel 1997, nella Repubblica di Macedonia ed in Kosovo (1998-2000) oltre che nei recenti teatri in Iraq, Mali e Afghanistan.
 A partire dal 2004 il 49° “Capricorno” ha iniziato a ricevere la versione CBT (Combat) dell’AH.129 appositamente prodotta per l’Esercito Italiano e dotata di diverse migliorie: trasmissione potenziata, rotore penta pala, cannone da 20mm e avionica avanzata. Con la nuova versione “Combat” il 49° “Capricorno”  ha partecipato a numerose missioni all’estero, tra cui l’Operazione “Nuova Babilonia” in Iraq, all’Operazione “ISAF” in Afghanistan e la “Inherent Resolve” di nuovo in Iraq e per finire nel teatro operativo del Mali. Nel 2014 la Task Force “Fenice” del 5° Reggimento dell’Aviazione dell’Esercito “RIGEL” ha iniziato la sperimentazione dell’AH.129D per la sostituzione degli aeromobili AH.129 CBT. Questa variante presenta i missili Spike-ER, che sostituiscono il TOW, e l’integrazione tra il sistema OTS-WS (Observation, Targeting and Spike Weapon System) Rafael TOPLITE III (che comprende FLIR ed un nuovo laser, con funzione di telemetro, designatore bersagli, marcatore di bersagli per altri lanciatori e scoperta sorgenti laser), con il cannoncino da 20 mm, conferendo capacità di acquisizione dell’obiettivo nettamente migliori rispetto alla precedente versione CBT. Il nuovo sistema ottico ha un campo di operatività di 20 km mentre i missili Spike-ER presentano una gittata di 8 km. Il sensore ottico/IR permette all’operatore di ottenere la definizione ad alta risoluzione del bersaglio in ogni condizione di luce, di giorno e di notte, e la capacità di tracciare i bersagli in un ambiente saturo di fumo tipico delle situazioni di combattimento. Va specificato che la versione D monta solo i missili Spike in quanto hardware e software (oltre ai sistemi ottici) sono differenti rispetto a quelli utilizzati per il TOW. Il copilota “Gunner” utilizza inoltre due “hand grip” al posto di un del “joystick” previsto per il TOW. Attualmente tutti gli AH.129 del 49° “Capricorno” sono aggiornati alla versione “DELTA”. Per le sue caratteristiche l’AH.129D “Mangusta” rappresenta una piattaforma in grado di fornire elevati standard di protezione all’equipaggio, caratterizzata da una elevatissima flessibilità dovuta alla possibilità di configurare il proprio armamento in base al compito assegnato. Può svolgere missioni che spaziano dalla ricognizione, all’attacco di obiettivi quali fanteria, infrastrutture e unità corazzate, alla scorta aerea e terrestre, al “Close Combat Attack. 

Le principali caratteristiche tecniche sono le seguenti:

  • lunghezza 13,31 m
  • altezza 3,40 m
  • diametro rotore 11,90 m
  • superficie disco rotore 111,22 m²
  • peso a vuoto 2.530 kg
  • peso massimo al decollo 4.600 kg
  • velocità massima 156 nodi
  • autonomia 2 ore e 30 minuti (estendibile con serbatoi supplementari)
  • quota di tangenza 15.000 piedi
  • due motori Rolls-Royce Gem 2 da 890 shp
  • un cannone TM-197B da 20mm (300-500 colpi)
  • missili AGM (Air to Ground Missile) SPIKE ER
  • razzi LSFFAR da 70mm
  • sistema di auto-protezione (SIAP) con RWR, LWR, MILDS e lanciatori CHAFF/FLARE
  • sistema IHADSS (Integrated Helmet and Display Sighting System)
  • sistema OTS-WS TOPLITE III con ottiche TVC (diurna) e FLIR (Forward Looking Infra-Red)
  • 4 radio e capacità SATCOM
  • equipaggio composto da un pilota ed un copilota/gestore dei sistemi d’arma

Il motto “Dannunziano” del Gruppo è: Donec ad Metam (Fino alla meta), utilizzato per il volo su Vienna del 9 Agosto 1918.

Stemma 27° Gruppo Squadroni AVES 'Mercurio'

 

Il 27° Gruppo Squadroni AVES “MERCURIO” 

Nel novembre 2020, con il ritiro dal servizio degli ultimi AB.205, il 27° Gruppo Squadroni AVES completò la conversione su un’unica linea di elicotteri rappresentata dall’UH-90A ETT (Elicottero da Trasporto Tattico). Prodotto dal consorzio industriale NHI (NATO HELICOPTER INDUSTRIES), l’Elicottero da Trasporto Tattico NH-90 è un aeromobile di nuova generazione nato da requisiti operativi comunemente espressi in ambito NATO da Italia, Francia, Germania, Olanda e Belgio.
 È in grado di operare con successo nei moderni scenari operativi (impiegato in teatro operativo afgano, iracheno e, di recente, protagonista del ponte aereo umanitario nella Striscia di Gaza), nei quali l’elevato livello tecnologico dei sistemi imbarcati rappresenta una caratteristica fondamentale e irrinunciabile atta a garantire il soddisfacimento di requisiti tecnico-operativi sempre più stringenti. La versione ETT è stata concepita, sviluppata e realizzata per essere in grado di svolgere missioni su ogni tipo di terreno, rispondendo a tutti i requisiti specifici previsti per gli elicotteri da trasporto tattico, assicurando un elevato coefficiente di operatività. Le caratteristiche di elevata flessibilità e versatilità dell’UH-90A ETT ne consentono una facile e rapida riconfigurazione tale da permettere lo svolgimento dei seguenti tipi di missione: trasporto tattico di unità di fanteria, trasporto logistico, supporto alle operazioni speciali, operazioni di recupero al verricello, trasporto sanitario, trasporto di veicoli tattici leggeri.​ L’UH-90A è equipaggiato con un “glass cockpit” interamente digitale, e rappresenta il primo elicottero al mondo ad utilizzare il sistema di comandi di volo “fly-by-wire.  Questo avanzato sistema di controllo elettronico offre una precisione assoluta nel pilotaggio, consentendo un notevole risparmio di peso e spazio, poiché elimina l’uso di cavi d’acciaio e pulegge tradizionali; inoltre la totale integrazione con la suite avionica riduce significativamente il carico di lavoro del pilota, permettendogli di concentrarsi con maggiore efficienza sulla missione. L’UH-90A è equipaggiato con un radar meteo, un FLIR “Forward Looking InfraRed” e un sistema EWS “Electronic Warfare System” composto da “Laser Warning Receiver”, “Radar Warning Receiver” e “Infrared Warning Receiver”; dispone inoltre di quattro lanciatori di “Chaff and Flares“. Oltre all’OWS “Obstacle Warning System per l’identificazione degli ostacoli durante il volo a bassissima quota, figurano tra le dotazioni anche i caschi HMSD Helmet Mounted Sight Displays, completamente integrati con il FLIR e con gli NVG “Night Vision Goggles”. Questi caschi permettono ai piloti di controllare il FLIR semplicemente muovendo la testa: guardando verso il basso, i piloti possono addirittura avere una visione “attraverso” il pavimento dell’elicottero, migliorando notevolmente la consapevolezza situazionale. Il velivolo è anche equipaggiabile con due mitragliatrici DILLON M134D da 7,62 mm. L’UH-90A può essere configurato con un massimo di 14 sedili e dispone di quattro punti di ancoraggio per il sistema “Fast Rope”, utilizzato per la rapida discesa delle truppe.
 Le principali caratteristiche tecniche sono le seguenti:

  • lunghezza fusoliera 19,56 m
  • diametro rotore 16,30 m
  • lunghezza 19,56 m
  • superficie disco rotore 208,57 m²
  • peso a vuoto 4.200 kg
  • peso massimo al decollo 10.600 kg
  • velocità massima di 175 nodi (324 km/h) al livello del mare
  • velocità di crociera di 130 nodi (240 km/h)
  • quota massima di 20.000 piedi (circa 6.000 metri)
  • autonomia massima di 4 ore (900 km), variabili in funzione del tipo di missione
  • due motori General Electric T700-GE-T6E1

Il motto “Dannunziano” del Gruppo è: “Sufficit Animus” (Basta il coraggio).

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2026, Pictures & Reports
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